Congedo parentale: quanto spetta, quanto dura e come si chiede
Congedo parentale 2026: per i dipendenti si usa fino ai 14 anni del figlio, con 9 mesi pagati al 30% e fino a tre mesi all'80%. Ecco regole, differenze per autonomi e come fare domanda.

In questo articolo
Il congedo parentale è il periodo di astensione facoltativa dal lavoro che puoi prendere per stare con tuo figlio nei suoi primi anni. Se sei un lavoratore dipendente, dal 1° gennaio 2026 puoi usarlo fino ai 14 anni del bambino: in tutto la coppia ha diritto a 10 mesi (11 se il papà ne prende almeno 3), di cui 9 pagati. L'indennità è del 30% della retribuzione, ma fino a tre mesi possono essere pagati all'80% se il figlio ha meno di sei anni.
Congedo parentale: cos'è e chi può chiederlo
Il congedo parentale non va confuso con il congedo di maternità o di paternità obbligatorio: è facoltativo, lo decidi tu e puoi dividerlo con l'altro genitore, anche negli stessi giorni. Le regole cambiano molto in base al tipo di lavoro:
- lavoratori dipendenti (anche marittimi ex IPSEMA): hanno le tutele più ampie;
- iscritti alla Gestione separata (collaboratori e professionisti senza cassa): hanno un congedo più breve e da usare entro i 12 anni del figlio;
- lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti): hanno un congedo di tre mesi a testa entro il primo anno di vita del figlio.
Secondo la scheda INPS per i lavoratori dipendenti, l'indennità non spetta a chi ha il rapporto di lavoro cessato o sospeso, ai lavoratori domestici e ai lavoratori a domicilio.
Quanto dura per i dipendenti: la novità dei 14 anni
La legge di Bilancio 2026 (legge n. 199 del 30 dicembre 2025, articolo 1, comma 219) ha portato da 12 a 14 anni il limite di età del figlio entro cui i genitori dipendenti possono usare il congedo. Lo ha spiegato l'INPS con il messaggio n. 251 del 26 gennaio 2026. La novità vale per i periodi di congedo presi dal 1° gennaio 2026; non aggiunge mesi, ma allunga il tempo in cui puoi usarli. In caso di adozione o affidamento il limite è di 14 anni dall'ingresso del minore in famiglia, e comunque non oltre i 18 anni.
Dentro il limite complessivo della coppia (10 mesi, 11 se il padre si astiene per almeno tre mesi), il diritto spetta così:
- alla madre: fino a sei mesi, continuativi o frazionati;
- al padre: fino a sei mesi, che diventano sette se ne prende almeno tre; può usarlo anche durante il congedo di maternità della madre, dal giorno dopo il parto, e anche se lei non lavora;
- al genitore solo: fino a 11 mesi.
Puoi prendere il congedo a giorni interi oppure a ore. Se il tuo contratto collettivo regola la fruizione oraria, puoi usarlo a frazioni di ora; se non la regola, puoi comunque prenderlo a mezze giornate.
Quanto spetta: il 30% e i mesi all'80%
Dei mesi di congedo, la coppia ha diritto a nove mesi indennizzati: tre per la madre e tre per il padre, non trasferibili all'altro genitore, più altri tre da dividere tra loro. Il genitore solo ha nove mesi indennizzati. L'indennità base è il 30% della retribuzione media giornaliera, calcolata sul mese precedente l'inizio del congedo. Per i mesi oltre i nove, il 30% spetta solo se il reddito individuale del genitore è inferiore a 2,5 volte il trattamento minimo di pensione.
Le leggi di Bilancio 2023, 2024 e 2025 hanno alzato l'indennità all'80% per un massimo di tre mesi per la coppia, da usare dentro i mesi non trasferibili e per figli sotto i sei anni (o entro sei anni dall'ingresso in famiglia). Non sono mesi in più: è lo stesso congedo, pagato meglio. La legge di Bilancio 2026 non ha cambiato queste percentuali. Quanti mesi all'80% ti spettano dipende da quando è finito il congedo di maternità o di paternità:
| Congedo di maternità o paternità terminato | Mesi pagati all'80% |
|---|---|
| dopo il 31 dicembre 2022 (e fino al 31 dicembre 2023) | 1 mese |
| dopo il 31 dicembre 2023 (e fino al 31 dicembre 2024) | 2 mesi |
| dopo il 31 dicembre 2024, oppure figlio nato o entrato in famiglia dal 2025 | 3 mesi |
| entro il 31 dicembre 2022 | nessuno: resta il 30% |
In ogni caso il figlio deve avere meno di sei anni nel periodo in cui usi i mesi all'80%. Anche il genitore solo ha diritto ai mesi all'80%. Questi aumenti riguardano solo i lavoratori dipendenti.
Il consiglio: se tuo figlio è piccolo, usa per primi i mesi pagati all'80%, perché valgono solo fino ai sei anni del bambino. I mesi al 30% puoi tenerli per dopo, ora che per i dipendenti il limite è salito a 14 anni.
Come si chiede il congedo parentale
La domanda va fatta prima dell'inizio del congedo: se la presenti dopo, vengono pagati solo i giorni successivi alla domanda. Puoi presentare la domanda:
- online sul sito dell'INPS, con il servizio "Domande di maternità e paternità", dove trovi anche i "Contatori congedo parentale" per vedere quanti mesi hai già usato;
- chiamando il Contact Center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da cellulare);
- tramite un patronato.
Nella domanda scegli se prendere il congedo a giorni o a ore e puoi selezionare l'indennità maggiorata all'80%. Per la maggior parte dei dipendenti l'indennità è anticipata dal datore di lavoro per conto dell'INPS. L'INPS paga direttamente gli operai agricoli e i lavoratori dello spettacolo a tempo determinato.
Gestione separata e autonomi: le differenze
Per gli iscritti alla Gestione separata e per gli autonomi la legge di Bilancio 2026 non ha cambiato nulla: lo conferma il messaggio INPS n. 251/2026.
| Dipendenti | Gestione separata | Autonomi | |
|---|---|---|---|
| Entro quando | 14 anni del figlio | 12 anni del figlio | primo anno di vita |
| Mesi indennizzati | 9 per la coppia | 9 per la coppia (3+3+3) | 3 per ciascun genitore |
| Indennità | 30% (fino a 3 mesi all'80%) | 30% di 1/365 del reddito | 30% della retribuzione convenzionale |
Nella Gestione separata il congedo si usa a giorni, non a ore, e l'indennità è pagata direttamente dall'INPS. Serve almeno un mese di contributi versati con l'aliquota maggiorata nei 12 mesi prima del congedo, e non devi essere pensionato né iscritto ad altre forme previdenziali obbligatorie. Gli autonomi devono aver versato i contributi del mese precedente l'inizio del congedo, come indica la scheda INPS per gli autonomi. In tutti i casi devi astenerti davvero dal lavoro.
Le regole generali si trovano nel Testo unico maternità e paternità (decreto legislativo n. 151/2001). Se hai un figlio piccolo, leggi anche la nostra guida all'assegno unico.
Domande frequenti
Il congedo parentale fino a 14 anni vale per tutti?
No, solo per i lavoratori dipendenti, e per i periodi presi dal 1° gennaio 2026. Per la Gestione separata il limite resta 12 anni, per gli autonomi il primo anno di vita del figlio.
I tre mesi all'80% si aggiungono agli altri?
No. Sono tre mesi presi dentro i mesi non trasferibili dei genitori, pagati all'80% invece che al 30%, solo per figli sotto i sei anni.
Posso prendere il congedo parentale insieme all'altro genitore?
Sì, i genitori dipendenti possono usarlo anche negli stessi giorni, nel rispetto dei limiti individuali e di coppia.
Cosa succede se presento la domanda in ritardo?
L'INPS paga solo i giorni di congedo successivi alla data della domanda. Per questo conviene inviarla prima di iniziare.
E se mio figlio si ammala?
È un congedo diverso. Con la legge di Bilancio 2026 il congedo per malattia del figlio tra 3 e 14 anni è salito da cinque a dieci giorni l'anno per ciascun genitore.
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