Assegno unico: come funziona, importi e date di pagamento
Assegno unico 2026: chi ne ha diritto, importi da 58,3 a 203,8 euro per figlio in base all'ISEE, maggiorazioni, come fare domanda e calendario INPS dei pagamenti.

In questo articolo
L'assegno unico e universale è il contributo mensile che l'INPS paga alle famiglie per ogni figlio a carico, dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni (senza limiti di età per i figli con disabilità). Nel 2026 l'importo va da 58,3 a 203,8 euro al mese per ogni figlio minorenne, in base all'ISEE, più eventuali maggiorazioni. Se hai già una domanda accolta non devi rifarla: ti basta tenere aggiornato l'ISEE e comunicare le variazioni, come la nascita di un altro figlio.
Assegno unico: come funziona e a chi spetta
L'assegno unico ha sostituito dal marzo 2022 diverse misure precedenti, tra cui il bonus bebè, il premio alla nascita, gli assegni familiari per i figli e le detrazioni fiscali per i figli fino a 21 anni. Si chiama "universale" perché spetta a tutte le famiglie con figli a carico, anche senza ISEE o con un ISEE alto: in quel caso ricevi l'importo minimo.
Secondo la scheda ufficiale dell'INPS, l'assegno spetta:
- per ogni figlio minorenne a carico; per i nuovi nati decorre dal settimo mese di gravidanza;
- per ogni figlio maggiorenne a carico fino a 21 anni, con reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui, che frequenti la scuola, un corso di formazione o l'università, svolga un tirocinio o un lavoro, sia iscritto come disoccupato ai centri per l'impiego oppure faccia il servizio civile universale;
- per ogni figlio con disabilità a carico, senza limiti di età.
Chi presenta la domanda deve avere, insieme, i requisiti di cittadinanza o di titolo di soggiorno, essere soggetto all'imposta sul reddito in Italia ed essere residente in Italia oppure lavorarci con iscrizione a una gestione previdenziale obbligatoria. Dal 21 aprile 2026 sono cambiate alcune regole per chi lavora in Italia senza risiedervi e per i figli che vivono in un altro Stato dell'Unione europea: l'INPS le ha spiegate con la circolare n. 81 del 24 luglio 2026, e in questi casi conviene farsi seguire da un patronato.
Importi 2026 in base all'ISEE
Ogni anno importi e soglie vengono adeguati al costo della vita. Per il 2026 la circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 ha applicato una rivalutazione dell'1,4%. Gli importi nuovi sono stati pagati da febbraio 2026, mentre la differenza di gennaio è arrivata a partire dalla rata di marzo.
Ecco alcuni valori mensili per figlio presi dalla tabella ufficiale allegata alla circolare (le fasce ISEE sono molto fitte, quindi indichiamo quelle vicine a valori tondi):
| ISEE (fascia) | Figlio minorenne | Figlio 18-20 anni |
|---|---|---|
| fino a 17.468,51 euro | 203,8 euro | 99,1 euro |
| da 24.921,76 a 25.038,21 euro | 165,9 euro | 80,8 euro |
| da 29.929,41 a 30.045,85 euro | 140,9 euro | 68,9 euro |
| da 34.937,05 a 35.053,49 euro | 115,9 euro | 56,9 euro |
| da 39.944,68 a 40.061,14 euro | 90,9 euro | 44,6 euro |
| oltre 46.582,71 euro o senza ISEE | 58,3 euro | 29,1 euro |
Dal 2026, per calcolare l'assegno unico, si usa il nuovo ISEE per prestazioni familiari e per l'inclusione introdotto dalla legge di Bilancio 2026: è più favorevole per le famiglie con figli perché, tra l'altro, alza la franchigia sulla casa di abitazione. Questo ISEE vale per l'assegno unico dalla rata di marzo 2026; per gennaio e febbraio si è usato l'ISEE valido al 31 dicembre 2025.
Le maggiorazioni dell'assegno unico
All'importo base possono aggiungersi diverse maggiorazioni. Quelle previste per il 2026 sono:
- figli sotto un anno: l'importo è aumentato del 50% fino al primo compleanno;
- figli tra uno e tre anni nei nuclei con almeno tre figli e ISEE fino a 46.582,71 euro: aumento del 50%;
- figli successivi al secondo: da 99,1 euro al mese per figlio con ISEE basso fino a 17,4 euro con ISEE alto o senza ISEE;
- nuclei con quattro o più figli: maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese per il nucleo;
- madre con meno di 21 anni: 23,3 euro al mese per figlio;
- entrambi i genitori con reddito da lavoro: fino a 34,9 euro al mese per figlio, a scalare con l'ISEE, fino ad azzerarsi nella fascia più alta;
- figli con disabilità sotto i 21 anni: 122,3 euro (non autosufficienza), 110,6 euro (disabilità grave) o 99,1 euro (disabilità media) al mese, in aggiunta all'importo base.
Per vedere quanto spetta alla tua famiglia puoi usare il simulatore che trovi sul sito dell'INPS, inserendo i dati del tuo ISEE.
Come fare domanda
La domanda la presenta uno dei genitori, anche se non convive con il figlio, oppure il tutore o il genitore affidatario. Al compimento dei 18 anni anche il figlio può fare domanda per ricevere direttamente la sua quota. Puoi inviarla:
- online sul sito dell'INPS, con la tua identità digitale;
- con l'app INPS Mobile;
- chiamando il Contact Center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da cellulare, a pagamento);
- tramite un patronato.
Conta anche il momento: per le domande presentate dal 1° marzo al 30 giugno l'assegno spetta con gli arretrati da marzo; se presenti la domanda dopo il 30 giugno, l'assegno decorre dal mese successivo. Nella domanda indichi l'IBAN su cui ricevere i soldi e puoi chiedere che l'importo sia diviso al 50% tra i due genitori; in caso di affidamento esclusivo puoi chiedere il 100%.
Il consiglio: se aspetti un bambino, non aspettare la nascita per organizzarti. Puoi già preparare l'ISEE e, dopo la nascita, aggiungere il nuovo figlio alla domanda che hai già: l'assegno per i nuovi nati decorre dal settimo mese di gravidanza.
Date di pagamento 2026
Il calendario dei pagamenti è stato comunicato con il messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025, come riportato nella notizia dell'INPS sul calendario 2026. Le date valgono per chi riceve già l'assegno e non ha avuto variazioni:
| Mese | Giorni di accredito |
|---|---|
| Gennaio | 21-22 |
| Febbraio | 19-20 |
| Marzo | 19-20 |
| Aprile | 20-21 |
| Maggio | 20-21 |
| Giugno | 18-19 |
| Luglio | 20-21 |
| Agosto | 18-19 |
| Settembre | 21-22 |
| Ottobre | 21-22 |
| Novembre | 19-20 |
| Dicembre | 16-17 |
Se hai appena presentato la domanda, la prima rata arriva di norma nell'ultima settimana del mese successivo. Nello stesso periodo vengono pagati anche i conguagli, cioè le differenze a credito o a debito.
Rinnovo dell'ISEE: cosa fare ogni anno
Per chi risiede in Italia l'INPS continua a pagare l'assegno d'ufficio, senza bisogno di una nuova domanda, salvo che quella precedente sia decaduta, revocata, rinunciata o respinta. Quello che devi rinnovare è l'ISEE, perché la DSU vale fino al 31 dicembre dell'anno in cui la presenti.
Nel 2026 la regola è stata questa: senza un ISEE valido, da marzo l'assegno viene pagato negli importi minimi; se presenti la DSU entro il 30 giugno, ricevi gli arretrati da marzo. L'ISEE precompilato si richiede sul Portale unico ISEE dell'INPS o con l'app INPS Mobile, oppure puoi rivolgerti a un CAF. Per il 2027 l'INPS darà le indicazioni con una nuova circolare: conviene comunque preparare la nuova DSU già da gennaio.
L'assegno unico non è tassato ai fini IRPEF ed è compatibile con il bonus asilo nido e con le misure per i figli di Regioni ed enti locali. Se aspetti un figlio, guarda anche il bonus nuovi nati 2026 e le regole del congedo parentale. Il testo della legge che regola l'assegno è il decreto legislativo n. 230/2021.
Domande frequenti
Devo rifare la domanda di assegno unico ogni anno?
No. Se la tua domanda è in stato "accolta", l'INPS continua a pagare in automatico. Devi solo rinnovare l'ISEE e comunicare le variazioni, come la nascita di un figlio o il compimento dei 18 anni.
Quanto prendo senza ISEE?
Nel 2026 l'importo minimo è di 58,3 euro al mese per ogni figlio minorenne e di 29,1 euro per ogni figlio tra 18 e 20 anni, più le maggiorazioni che non dipendono dall'ISEE.
Quando arriva l'assegno unico a novembre e dicembre 2026?
Secondo il calendario INPS i pagamenti sono previsti il 19-20 novembre e il 16-17 dicembre 2026, per chi non ha avuto variazioni.
L'assegno unico si può dividere tra i genitori?
Sì. Puoi chiedere il pagamento al 50% tra i due genitori; la quota del secondo genitore parte dal mese successivo alla comunicazione all'INPS. Con l'affidamento esclusivo puoi chiedere il 100%.
Fino a che età del figlio spetta?
Fino ai 21 anni, ma tra i 18 e i 21 anni solo se il figlio studia, lavora con reddito sotto 8.000 euro, fa un tirocinio, è disoccupato iscritto al centro per l'impiego o svolge il servizio civile. Per i figli con disabilità non ci sono limiti di età.
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